Pasquale Misuraca
Saggi
La competenza di Zelensky
Quando è iniziata la guerra d’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, i molti che confondono la partitica con la politica hanno irriso la competenza del presidente ucraino, perché fino a qualche anno prima faceva l’attore.
Ma presto si sono ricreduti: Zelensky si è rivelato un grande politico.
Chi pensa, sbagliando, che la politica non possa essere che partitica, dimentica che da parecchi decenni i partiti sono morti, non formano più i dirigenti politici, e che la politica sempre più è fatta da uomini e donne formatisi fuori dei partiti, ridotti ormai a gruppi di potere che contendono il territorio o lo condividono con le mafie.
Quest’anno, a 47 anni della sua morte, si commemora il centenario della nascita di Pasolini, che prima o poi sarà riconosciuto come il più grande analista della crisi della civiltà moderna. Anche lui fu sottovalutato dai sociologi e dai politologi e dagli uomini dei partiti, quando scriveva - tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta - i fulminanti articoli di seguito raccolti nei libri Scritti corsari e Lettere luterane.
Pasolini veniva dalla poesia e molti sopraccigli si inarcarono di fronte alle sue proposte analitiche della crisi sociale-politica-intellettuale-morale in corso: “mutazione antropologica”, “scomparsa delle lucciole”, “vuoto culturale”.
E dire che proprio nell’anno della sua morte violenta ad opera di cinque “giovani infelici”, il 1975, uscì l’edizione critica dei Quaderni di Gramsci, leggendo la quale si poteva constatare finalmente - messa da parte l’edizione tematica dei Quaderni curata da Togliatti, un’edizione tutta partitica - che già tra la fine degli anni Venti e la metà degli anni Trenta il grande giornalista e politico, facendo di sé l’autore della nuova “scienza della storia e della politica”, aveva per primo colto l’inizio della crisi della civiltà moderna – nominandola “crisi organica”.
Il fatto è che “il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere” e le vuote scienze della vecchia civiltà moderna, e le sue sterili organizzazioni politiche, non servono più a prevedere, a spiegare, a progettare una nuova e superiore civiltà umana.
“A un mondo del tutto nuovo occorre una nuova scienza politica” aveva già capito Alexis de Tocqueville. E un genere tutto nuovo di politici. Come Gramsci, Pasolini, Zelensky.
(Alias, sabato 23 aprile 2022)
Dialogo tra un pittore ateo e Dio
Un pittore ateo muore pensando che cadrà nel nulla. Si addormenta per sempre, ma si risveglia in un altro mondo.
Un mondo diverso da quello che ha vissuto, ma non tanto. Diverso come un quadro è diverso dal precedente fatto dallo stesso pittore.
Cammina cammina a un certo punto salta fuori Dio in persona. Il pittore è ancora più sorpreso.
Dio: “Cosa ti sorprende tanto?”
Pittore: “Non credo in un Dio creatore onnipotente del cielo e della terra che premia e punisce… Todo modo, ora troverò una sistemazione definitiva, Paradiso o Purgatorio o Inferno che sia – non sopporto l’incompiutezza.”
Dio: “Ma nemmeno questo altro mondo ha niente di stabile, definitivo: anche questo è transitorio, provvisorio. Io so creare mondi, ne ho creati tanti in tanti anni, non so fare altro che creare mondi, ma nessuno mi viene fermo, permanente, perfettamente compiuto. Niente ripetizioni, che sono antitesi della creatività, ma tutte variazioni…”
Il pittore: “Sai che anche a me succedeva esattamente questo? Non mi ripetevo mai, e per questo facevo l’artista… ho sperimentato sempre infinite variazioni. Ma un quadro conclusivo, definitivo non l’ho mai fatto.”
Dio: “Neppure io. Ci vediamo.”
Passano gli anni. Il pittore ateo muore. Anche in questo altro mondo, essendo precario, aleatorio, si muore. Si risveglia ancora e si trova un po’ diverso, in un mondo un po’ diverso, diverso dal primo mondo e anche dal secondo mondo.
Cammina cammina ritrova ancora una volta Dio, anche lui però è un po’ diverso.
Il pittore: “Insomma, anche tu ti trasformi continuamente…”
Dio: “Sì, è il destino di noi creatori, non c’è niente che trasformi come creare qualcosa, anche di imperfetto…”
Il pittore: “Allora aveva visto giusto il filosofo Hans Georg Gadamer, quando diceva che l’arte è un’esperienza del mondo e nel mondo che trasforma radicalmente chi la fa…”
Dio: “Aveva ragione e aveva torto. L’arte trasforma continuamente chi la fa, ma non radicalmente. La radice è la continuità della trasformazione, non la sua radicalità. Todo modo, anch’io come te non credo in un Dio creatore onnipotente del cielo e della terra che premia e punisce…”
E se ne vanno fianco a fianco, dialogando amichevolmente come tutti gli esseri autenticamente creativi, continuando senza fine a vivere e morire.
(Alias, sabato 2 aprile 2022)
Caro Gesù di Nazareth
Lunedì 20 dicembre 2021, nella tarda mattinata, ho mandato una videolettera a Gesù (la trovate su YouTube col titolo 'Caro Gesù di Nazaret'), e martedì 21 dicembre 2021, all'alba, Gesù mi ha risposto. Ah, dimenticavo - per la commozione suscitata in me da questo dialogo con Gesù : ho scritto tanto, nella mia lunga vita, intorno alla sua figura e il suo progetto, ai suoi atti e le sue parole: post, articoli, saggi, fulmini e saette, sceneggiature, libri, e per esempio, con Luis Razeto, l'autore primo e massimo dell'economia di solidarietà, il 'Vangelo laico secondo Feliciano': questo lo trovate su Amazon libri.
Supermarket
ovvero il memorabile Supermarket che si trova all'incrocio tra via Guicciardini e via Merulana a Roma
Simone, il direttore che si fa i fatti degli altri
Natanael e il perfezionismo
Giovenca e la Pesata d'Oro
Arcimboldo e la Capata d'Oro
La religione spiegata ai bambini
Un video-libro sulla religione, per bambini nell'età della scuola elementare
Questo video-libro lo realizzo per i bambini dai sei agli undici anni, cioè per quelli che tengono l'età giusta per la scuola elementare. Parlo loro di problemi religiosi, per mostrare loro (secondo le mie capacità e conoscenze) come pensarli con immaginazione e precisione, e potersi fare un'idea personale in proposito. I grandi, i genitori, le sorelle e fratelli maggiori, gli zii, i nonni, i maestri, se ritengono questi miei video chiari e formativi, glieli facciano vedere e sentire. Grazie.
I bambini desiderano la verità
La chiesa non era nel progetto di Gesù
Gesù non voleva essere sacrificato
Gli esseri umani non sono il centro dell'universo
Perché e come è nato l'universo?
Ricostruzioni
occorre continuamente ricostruire le figure, i fenomeni, la realtà effettuale del mondo grande e terribile
Dialogo Impossibile tra Gesù di Nazaret e Gramsci di Ales
Gramsci sta osservando la foto di copertina di un libro esposto
nella vetrina della libreria La Fenice di via Merulana in Roma.
È il Gramsci maturo, quello dei Quaderni del carcere qui esposti
nell’edizione critica, ma la foto non è la foto segnaletica che gli
hanno fatto in carcere a metà degli anni Trenta, bensì la
foto tessera di metà degli anni Venti, quando era giovane,
a piede ancora libero, marxista e comunista:
“Vedi cosa succede a scrivere, Antonio?” – sente qualcuno dire alle sue spalle, si volta e trova Gesù di Nazaret.
“Sì, lo vedo, Gesù… Che ne pensi tu di questa furbata dei miei… curatori?”
“È una trovata volpina… Vogliono far credere che tu, in carcere, eri sempre il Gramsci fondatore del Partito Comunista d’Italia, insomma che c’è continuità tra il Gramsci giornalista del Grido del Popolo e dell’Avanti! e il Gramsci scienziato della storia e della politica…”
“Sì… vedi bene e capisci meglio… È per questo che tu non hai scritto di tuo pugno una parola, come invece hanno fatto prima di te lo Jahwista e dopo di te Maometto, autori anche loro di una religione del Libro?”
“Mai scritto libri, io… e nonostante ciò sono stato ingabbiato in una religione del Libro…”
“Lo hai deciso tu, Gesù, secondo un preciso progetto, di non lasciare parole di tuo pugno a testimonianza della tua teoria e della tua prassi?”
“Certo, l’ho fatto a bella posta.”
“Ma… non l’hai fatto proprio mai? Non scrivevi parole mentre ascoltavi gli aspiranti linciatori dell’adultera colta in fragrante?
“No, disegnavo figure, Antonio, e nella polvere… Delle parole scritte si appropriano sempre i sacerdoti, i professori, i “funzionari delle superstrutture” – come li chiami tu. E li riducono a Libri Sacri, ergendosi a interpreti ufficiali del pensiero dell'autore, accapigliandosi sulle minuzie del testo per disperderne lo spirito, e interpolando ciò che non hai detto e che non hai fatto dove e quando loro conviene…”
“Però non sei riuscito a salvare il tuo progetto non scrivendo, Gesù…”
“Vero è, Antonio, ma per fortuna, alla lunga, grazie a qualche anima libera, salta fuori la verità effettuale della cosa… il che sta accadendo nel mio caso, come nel tuo… Comunque, io sono stato più fortunato di te: di me non è rimasto nessun ritratto, e non hanno potuto fare il gioco delle due carte…”
“Io non ho potuto fare come te, Gesù, non ho potuto “gettare il corpo nella lotta’, per dirla con Pasolini… non avevo il fisico per questa impresa corporale… il tuo, come vedo ora, e come ho intuito da sempre, era autorevole… Nei Vangeli canonici salta fuori più di una volta la frase “ e non si sapeva da dove traesse la sua autorevolezza”… Dal corpo la traevi, ecco da dove! dalla tua postura di kouros greco, dalla luminosità dei tuoi occhi, dal suono della tua voce… Io, come vedi di persona, non ho avuto un corpo autorevole… non potevo fare altro che scrivere…”
“E io non potevo scrivere, vivendo in Palestina, in quel tempo, Antonio… Anche perché non volevo scrivere “in latino”, come Dante non ha voluto nel tempo suo, e, volendo come lui raggiungere la “gente illetterata” e i giovani e le donne, ho dovuto costruire una nuova lingua, l’italiano”… Comunque anche tu ti sei costruita una sorta di lingua “volgare”, scrivendo i Quaderni, una lingua fatta di testi brevi, sapidi e privi di tecnicismi…”
“Qualcosa sono riuscito a fare in quella direzione… anche perché venivo dal giornalismo… ma in carcere il mio corpo valeva ancora meno, isolato com’ero, dalle strade, dalla famiglia e dagli amici, dagli operai e dai contadini… E c’era un altro gran problema da affrontare: scrivere per il futuro, perché il presente dei miei lettori era composto di comunisti e marxisti ed io stavo andando oltre il comunismo e il marxismo, con la scienza della storia e della politica…”
“Capisco… anche io stavo andando oltre l’ebraismo e l’ellenismo… Comunque, sai, l’importanza che io ho dato al corpo, all’incontro materiale con le persone, è derivata dall’importanza decisiva che io ho sempre dato ai sentimenti, e quindi al sentimento dei sentimenti, all’amore… e sì come, per dirla con Leonardo, “ogni nostra cognizione principia dai sentimenti”, ed essendo il corpo il luogo della formazione e dell’espressione dei sentimenti…”
“Mhmm… Certo… Entrambi abbiamo messo al centro i sentimenti… Ma tu che avevi messo al centro il corpo sei stato ridotto al fondatore di una religione del Libro… ed io che avevo messo al centro la teoria dalla prassi, ho passato gli ultimi dieci anni della mia vita chiuso in un carcere fisico, ideale, morale, sentimentale… Ora però godiamoci questa ottobrata romana…”
“D’accordo, mostrami tu Roma, è la prima volta che ci vengo…”
Questo Dialogo Impossibile è stato pubblicato sulle pagine di Alias, supplemento culturale del quotidiano ‘il manifesto’, nella rubrica mensile che vi tengo dal 2005, in due parti, sabato 5 febbraio e sabato 5 marzo del 2022.
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Gramsci oltre Marx
Genesi, struttura, fortuna del saggio, Ricostruzione gramsciana dei concetti di struttura e superstruttura, che ho scritto nel 1976, a 28 anni. I testi ai quale mi riferisco in questo video li trovate nel libro Gramsci, questo sconosciuto - seconda edizione riveduta e corretta.
Dialogo tra Gramsci e Pasolini
Accanto a me, sulla panchina ombrata dai pini del Parco del Colle Oppio, viene a sedersi Gramsci, con un libro sottobraccio. Mi saluta con un simpatico ‘Buon pomeriggio’, gli rispondo, lo apre e s’immerge nella lettura. Dalla copertina riconosco Lettere luterane di Pasolini.
Per un’ora buona lui legge io scrivo, l’uno accanto all’altro. Poi, a bruciapelo, mi fa: ‘Lo conosci questo Pasolini?’
“Sì…”
“Ho saputo che a novembre a Casarsa della Delizia si terrà un convegno su Gramsci e Pasolini, ci andrò… volevo leggere qualcosa di suo.”
“Hai fatto bene a scegliere il suo ultimo libro. Scrivendo i saggi qui raccolti lui ha riscoperto quello che tu hai scoperto scrivendo i Quaderni: che stiamo vivendo la crisi della civiltà moderna… Tu l’hai colta addirittura allo stato nascente e l’hai chiamata ‘crisi organica’…”
“Vedo che conosci i Quaderni… Dimmi un po’: come ha fatto Pasolini a riconoscere questa crisi come ‘crisi di civiltà’ - lui la chiama ‘mutazione antropologica’ - rimanendo dentro il marxismo? Io ho dovuto oltrepassarlo, con la scienza della storia e della politica… In lui non leggo una esperienza teorica del genere, è un artista, usa metafore… ‘la scomparsa delle lucciole’…”
“Anche ‘crisi organica’ è una metafora, non ti pare?... Lui ci è arrivato attraverso lo studio matto e disperatissimo e… una precisa esperienza. Era omosessuale, come avrai capito, e faceva ogni notte, ovunque si trovasse, in Italia in Africa in India, ossessivamente, l’amore con giovani. Ogni notte un giovane diverso, e verso la fine degli anni Sessanta ha notato che i corpi e i comportamenti di questi giovani erano ‘antropologicamente’ mutati…”
Mentre finisco di dire queste parole, Gramsci inquadra qualcuno alle mie spalle, mi volto, è Pasolini, che mi sorride e si rivolge a Gramsci così: “Anche tu hai parlato della fine della civiltà moderna? Nei Quaderni? Com’è che non me ne sono accorto?”
“Quando sei morto?”
“Nel 1975…”
“Non potevi. Non era ancora uscita l’edizione critica dei Quaderni. L’edizione precedente, quella tematica di Togliatti e Platone, era fatta ad arte per rendere difficile questo riconoscimento.”
“Hai capito già negli anni Venti che era iniziata la fine della civiltà moderna? Io ci sono arrivato soltanto negli anni Settanta… Tu, Antonio, come hai fatto?”
“Riflettendo autocriticamente sulla vittoria del fascismo, Pier Paolo. Anch’io, come te, ho sperimentato nella vita e nel lavoro che ‘ogni nostra cognizione principia dai sentimenti’ – come ha capito Leonardo da Vinci già nel Rinascimento e oggi Antonio Damasio va dimostrando. Nel caso tuo scintilla della cognizione è stato il sentimento della perdita - dello «spirito popolare creativo» nei corpi dei tuoi giovani amanti. Nel mio caso il sentimento della debolezza: i fascisti hanno vinto con l’uso della forza, sì, ma soprattutto per debolezza del marxismo.”
“Quale debolezza?”
“Il marxismo era contraddittorio alla radice: per capire il mondo decisiva è l’economia, per cambiarlo la politica.”
“Già… anche in Marx…”
“Sì. Il campo della politica era analiticamente secondario per lui, mentre nella prassi la politica era assolutamente primaria. Per ciò son dovuto andare non soltanto oltre il marxismo ma anche oltre Marx. “Perché gli Epigoni dovrebbero essere inferiori ai progenitori? Perché dovrebbe essere legato al concetto di Epigono quello di degenerato? Nella tragedia greca, gli «Epigoni» realmente portano a compimento l’impresa che i «Sette a Tebe» non erano riusciti a compiere.” Li hai letti tutti i Quaderni, vero?
“Mhmm… Quello che è toccato a te con i ‘compagni’, a me è toccato persino con gli ‘amici’.”
“Sì. Non hanno capito che quando scrivevo «crisi organica» parlavo di crisi della civiltà moderna. E i tuoi amici, i Moravia, i Calvino, non hanno compreso che di crisi di civiltà parlavi quando scrivevi di «fine del mondo». T’hanno risposto che le cose del mondo cambiano sempre e che la «fine del mondo» era una tua «drammatizzazione»… ”
Domando a Gramsci con un gesto Lettere luterane, me lo porge, leggo: “Le cose sempre cambiano. È vero. Il mondo ha eterni, inesauribili cambiamenti. Ogni qualche millennio, però, succede la fine del mondo. Se oggi voi camminate per una periferia, tale periferia vi dirà: «Qui non c’è più spirito popolare creativo. » ”
Sollevo gli occhi, Gramsci e Pasolini sono spariti, e mi ricordo d’essere uscito di casa proprio con il libro che stringo commosso in mano.
Kopernik e il vecchio prete
Da un treno lanciato verso Ferrara un vecchio prete guarda angosciato il panorama che fugge all’incontrario. Di fronte a lui un giovane osserva paesaggio e vecchio, al quale infine si rivolge:
Giovane: Cosa l’angoscia?
Vecchio: Ho vissuto tutta la vita da cristiano e vado a morire da ateo… Ho capito tardi che il cristianesimo non sta in piedi...
Giovane: Come l’ha capito?
Vecchio: Studiando Copernico: “in mezzo a tutto sta il Sole”…
Giovane: E quindi?
Vecchio: Se la Terra non sta al centro dell’Universo, se è soltanto uno dei pianeti che girano intorno ad una delle centinaia di miliardi di stelle di una delle tante costellazioni… Dio non può aver fatto incarnare e e predicare e morire e risorgere proprio qui suo Figlio…
Giovane: E questo Kopernik l’aveva capito fin dal 1543?
Vecchio: Capito non so, di certo l’ha intuito quando giovane, a Ferrara, ha fatto circolare manoscritta l’operetta Nic. Copernici de hypothesibus motuum caelestium a se constitutis commentariolus – quella che Lutero /
Giovane: / ha letto, definendo poi il “nuovo astronomo” un “pazzo”. Lo ricordo bene! Permette che mi presenti? Mikołaj Kopernik.
Vecchio: Ma… non è morto…?
Giovane: Come persona sì. Ma vivo come personaggio, uno dei personaggi dei Dialoghi Impossibili dei quali è autore un suo coetaneo, ateo pure lui… i personaggi non muoiono…
Vecchio: Ah… vero… quando ha intuito le conseguenze implicite nella teoria eliocentrica?
Giovane: Fin dal principio, ma ciò non mi ha angosciato. L’astronomia e la cosmologia e la matematica e la medicina non implicano l’amore della verità?
Vecchio: Ma… non ha fatto anche il prete?
Giovane: Sì. Come un lavoro. Molti preti sono atei...
Vecchio: Io ateo lo sono diventato troppo tardi! Questo mi angoscia!
Giovane: Perché mai? Gesù ci ha insegnato che bisogna “fare la verità”. E la natura della verità è di liberare dalle fantasticherie, dalla falsità. In mezzo a tutto sta la verità.
Vecchio: Mhm… Cosa va a fare a Ferrara?
Giovane: A rivedere, in un povero albergo, un amico di gioventù, Ludovico Ariosto. Ricorda? “Spesso in poveri alberghi e in picciol tetti / ne le calamitadi e nei disagi, / meglio s’aggiungon d’amicizia i petti / che fra ricchezze invidïose et agi…”
(Alias, sabato 5 giugno 2021)
Dialogo tra Gesù di Nazaret e Francesco d'Assisi
Roma. Santa Maria Maggiore. Esterno giorno.
Un uomo minuto. Confronta perplesso le proprie mani piagate al centro dei palmi e i polsi bucati del Cristo Morto scolpito sulla porta della chiesa.
“Sì, Francesco, così inchiodavano alla croce i condannati, a Gerusalemme.” L’uomo minuto si volta, e inquadra un uomo asciutto e sorridente.
Francesco: Come lo sai?
L’uomo mostra a Francesco i propri polsi bucati.
Francesco: Sei tu… Gesù?...
Gesù: Sì.
Francesco: Oh… ma allora… chi ho imitato per vent’anni? E chi ha prodotto le stimmate alle mie mani?
Gesù: Tu stesso, Francesco, istericamente. Non hai imitato me, bensì Gesù il Cristo – una figura mitologica prima sognata e poi costruita dai cristiani. Un fantasma della vostra mente.
Francesco: Ah… che dolore… Condividi qualcosa della vita che ho vissuto?
Gesù: Sì. L’amore gioioso verso i dannati della Terra, gli animali e le piante, e il sole la luna il vento l’acqua il fuoco… e il senso del gioco!
Francesco: E cosa no, Gesù?
Gesù: L’ideologia del sacrificio. Io non ho progettato e vissuto una ennesima religione del sacrificio, ho combattuto il sacrificio.
Francesco: Davvero? E quando?
Gesù: Quando ho scacciato i cambiavalute e i venditori di animali dai dintorni del Tempio. Senza di loro diventava impossibile compiere sacrifici… Voi cristiani mi avete scambiato per un moralista.
Francesco: Ah… io però… ho cercato con tutte le mie forze di migliorare la religione del mio tempo! Non hai fatto anche tu questo?
Gesù: Migliorato? No. Ho progettato una religione radicalmente diversa, la religione dell’amore di tutti verso tutti. Non dal nulla, certo, e non per primo. “Misericordia voglio, non sacrificio!” altri hanno gridato prima di me. Tu invece ti sei sacrificato, privato di tutto, umiliato, mutilato… Sei stato un seguace di Giovanni il Battista, con le sue locuste e i peli di dromedario, non un mio amico.
Francesco: Ah che dolore… E ora, Gesù?
Gesù: Vieni. Facciamo pochi passi. Ti mostrerò qualcosa di mostruoso, da distruggere prima possibile, per costruire al posto suo una rete di comunità solidali, composte di persone creative e autonome. E sorridi - il dolore appartiene al passato.
Francesco: Ti seguo!
Gesù: Non mi seguire, Francesco, andiamo l’uno a fianco dell’altro, come due amici.
Gesù e Francesco lasciano fianco a fianco il portico di Santa Maria Maggiore e traversano la piazza antistante. Giunti all’imbocco di via Merulana, Gesù si volta e indica a Francesco la chiesa tutta intera.
Francesco: (indicando il monumento): È questo il mostro da distruggere, Gesù?
Gesù: Sì.
Francesco: La chiesa come struttura, come istituzione? Tu progettavi dunque una religione non solo senza sacrificio ma anche senza chiesa? Ma non sono tue le parole dei vangeli “tu sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia chiesa”?
Gesù: No. “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia chiesa” è una frase costruita su un gioco di parole – Pietro, pietra – che si produce nella lingua greca, non nella lingua che io conoscevo e parlavo, l’aramaico. La chiesa che i cristiani hanno immaginato e costruito dopo di me ha avuto fin dal principio problemi di autorità, e i suoi capi hanno legittimato il potere che esercitavano sui propri seguaci inventando parole che non ho detto, deformando il senso autentico di atti che ho compiuto.
Francesco: Il potere papale non l’hai progettato tu…
Gesù: No. La mia religione non era esemplata per niente sull’impero romano, verticale, gerarchico, militare, burocratico. Io ho cominciato a costruire invece un insieme egualitario, democratico, fraterno, una rete di comunità autonome, creative, solidali.
Francesco: Ed io mi sono sottomesso al Papa…
Gesù: Sì. E nel testamento hai insistito ossessivamente sull’obbedienza della tua comunità fraternale alla chiesa paternale: “…e tutti i frati miei sempre siano fedeli e soggetti ai prelati, e a tutti i chierici della santa madre Chiesa…”
Francesco: Che fare ora, Gesù?
Gesù: Non si può fare niente con la chiesa cristiana, una struttura di potere che conforma le persone ad un ordine costituito, che nessuno può mettere in discussione, sacralizzata come è. Occorre invece costruire una religione della conoscenza, della libertà, dell’amore di tutti verso tutti , smantellando in dissolvenza incrociata la religione di credenze e norme e rituali che produce sudditi, servi, militanti passivi e docili. Una religione non più costruita attorno ad un centro, ad una istituzione, ma distesa e articolata come una rete nella quale ogni partecipante è un centro, un nodo.
(Alias, 10 luglio e 7 agosto 2021)
Direttori
ovvero Direttori che si fanno i fatti propri e Direttori che si fanno i fatti degli altri
Giuseppe Rossini
Simone Di Battista
Antonio Manca
Direttore della Rivista Incroci
Lino Angiuli
Direttore del Ministero del Turismo e dello Spettacolo
Carmelo Rocca
Pasquale Misuraca
Direttore dell'Istituto di Sociologia dell'Università di Roma
Franco Ferrarotti
Direttore di un negozio in via Merulana
Virgilio Cecchini
Giovanni Tantillo
Gianluca Lazzarini
Direttore di parrocchia in Roma
Don Pino
Direttore di Dipartimento Universitario
Umit Inatci
Direttore di parrocchia in Santiago de Chile
Esteban Gumucio
Le figure non umane
2006 - 2020
Le televisioni, i cinematografi, le videoteche, i musei, le gallerie, le reti telematiche, i giornali, le riviste, i manifesti pubblicitari del pianeta Terra sono occupati e dominati dalle figure umane.
Anch'io, come artista, rappresento i membri dell'unica specie vivente del genere Homo, ma non esclusivamente: osservo e descrivo, con la parola e l'immagine, tutte le figure - umane e non umane.
Ecco una raccolta di fotografie che testimonia la mia disposizione ecumenica, ben diversa dalla disposizione antropocentrica inaugurata dal Dio della Genesi: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».
Ritratti improvvisi
2006 - 2020
Perché e come è morto il comunismo?
Gli uomini fanno la storia ma non sanno che storia fanno. (Karl Marx)
Capitolo primo. Ci troviamo nella sezione universitaria del PCI alla metà degli anni Settanta.
Piero Sansonetti segretario di sezione
Capitolo secondo. Nella sede dell’Istituto Gramsci, alla fine degli anni Settanta.
Valentino Gerratana filosofo marxista
Capitolo terzo. Attivo studentesco nella federazione romana del PCI. È il 1977.
Luigi Petroselli segretario di federazione
Capitolo quarto. Anni Settanta e Ottanta. La politica culturale del PCI e l'Istituto Gramsci.
Giuseppe Vacca gramsciano togliattiano
Capitolo quinto. Evoluzione e involuzione di un bracciante siciliano.
Filippo Piccione militante comunista
Capitolo sesto. Si può impazzire di fronte alla crisi del marxismo e del comunismo.
Louis Althusser filosofo marxista
Capitolo settimo. Parlare e scrivere. Struttura e sovrastruttura. Marx e Gramsci.
Roberto Finelli marxista dionisiaco
Capitolo ottavo. La riduzione di Gramsci a santino marxista e patrono comunista.
Palmiro Togliatti segretario di partito
Capitolo nono. Modernizzazione di un intellettuale comunista.
Orlando Lentini marxista sociologo
Video-Enciclopedia
costruita pensando specialmente alle persone non laureate
Seguendo l'esempio di tanti fratelli maggiori, Platone e Aristotele, Gesù e Dante Alighieri, Machiavelli e Leonardo, Marx e Pasolini e altri ancora, i grandi autori capaci di più linguaggi, cerco da sempre di parlare al maggior numero possibile di persone, con più linguaggi: libri, film, saggi, documentari, articoli, e sempre di più video: oggi pochi leggono e molti visionano, specialmente le persone non laureate.
Se questa enciclopedia (molto personale) composta di duecento video e dieci testi, laureato o non laureato che tu sia, ti ha divertito e spettinato, arricchito intellettualmente e moralmente, fai una donazione.
ALEXANDRA ZAMBA' E FRANCO BASAGLIA
AMLETO raccontato da Orazio - per Ennio spettatore addormentato
AMOROSA CATERINA (Caterina Cornaro Regina di Cipro)
ANNI DIECI - per Antonio edicolante e macellaio
ANTROPOMORFISMO - per Gratiliano pastore e contadino
ARTE DELLA CONDENSAZIONE - per Filippo l'ortolano amico di poche parole
AUTORE - per i miei giovani amici non laureati
AUTORITRATTO - per Italo morto giovane
BACIO - per Antonio pescatore e contadino (1)
BRONZI DI RIACE - per Cosimino pescatore
CANTO ARMENO - per Anush pastora
CARAVAGGIO E BRUNO - per Marco truffatore
CARROZZELLA - per Pablo stagnaio
CATALOGO DEGLI INTELLETTUALI - per Christian maresciallo della Caserma Piave di Civitavecchia
LE CENERI DI PASOLINI - per Gennariello
CHARICLEIA ODYSSEOS - per Jorgos cacciatore di frodo
CHIESA CRISTIANA - per don Carlo viceparroco
CHITARRA - per Riccardo fotografo
CICLAMINI - per Mirko impiegato decisamente fumée
CINEMA ANDROGINO - per Alessandro tecnico del computer e montatore
CINEMA ANDROGINO, NARCISO ED ECO
CINEMA ANDROGINO E GIOVANI - per il proiezionista del Cinema Apollo di Siderno
CINEMA SPERIMENTALE - per Bruno gastronomo (1)
CINEMA e POESIA - per Linda impiegata (per fortuna) quasi laureata
CIPRIOTI - per Emiliano barista
CIVILTA' - per Sabrina parrucchiera
CLASSICO - per Leonello meccanico
COMMITTENTE - per Pensri mendicante di professione
COMPIACENZA e OPPOSIZIONE - per Maurizio fruttivendolo
CONFORMISMO - per Luis portiere
COMPOSIZIONE - per Valerio impiegato vagamente british
COOPERAZIONE - per Virgilio norcino imprenditore
CORPO e CINEMA - per Giovanni studente di cinema
CRESTOMAZIA - per Luciano alimentarista
CRISI DELLA CIVILTA' MODERNA - per Nicola er Roscio pescivendolo
CRITICA e AUTOCRITICA - per Cristina studentessa di liceo
DENARO - per Vito commerciante
DENUNCIA e INIZIATIVA - per Luis Aragonez portiere
DIALOGO - per il vecchio merlo
DIALOGO CONIUGALE - per Angelo bottegaio ed Elena casalinga
DIMENTICARE E RISCOPRIRE - per Manolo gastronomo e chef
DIRETTORE DI PARROCCHIA IN ROMA - Don Pino
DIRETTORE DI PARROCCHIA IN SANTIAGO DE CHILE - Estaban Gumucio
DIRETTORE DI RETE RAI - Giuseppe Rossini
DIRETTORE DI STRUTTURA RAI - Giovanni Tantillo
DIRETTORE DI ISTITUTO DI SOCIOLOGIA - Franco Ferrarotti
DIRETTORE DELL'ISTITUTO LUCE - Antonio Manca
DIRETTORE DI RIVISTA - Lino Angiuli
DIRETTORE DEL MINISTERO DEL TURISMO E DELLO SPETTACOLO - Carmelo Rocca
DIRETTORE DI SIR COOP - Simone Di Battista
DIRETTORE DI UN NEGOZIO IN VIA MERULANA - Virgilio Cecchini
DISCORRERE e DISCUTERE - per Giuseppina serva
DISPERAZIONE - per Federico impiegato
DISSIPAZIONE - per Stefano operatore socio-sanitario
DISSOLVENZA INCROCIATA - per Andrea gastronomo e aspirante chef
DIZIONARIO - per Girolamo contadino e guardiano
DONAZIONI - per Lea infermiera
DONNA ORIENTALE - per Norie stenodattilografa
EBBREZZA - per Beatrice studentessa
ECONOMIA DI SOLIDARIETA' - per Raffaele macellaio imprenditore
EDIPO TIRANNO - per Bebe dai mille mestieri
ESAGERARE, ABBELLIRE, MINIMIZZARE, IMBRUTTIRE - per Lorenzo apprendista
ESIBIZIONISMO e NARCISISMO - per Julia studentessa
FACEBOOK - per gli amici facebook che fotografano e postano il cappuccino
FARE ed ESSERE - per Marco fruttivendolo
FIDIA - per Filomena contadina
FILIPPO PICCIONE . per Onofrio facchino alla Stazione Termini
FILM-DOCUMENTARIO - per Pino barista merulano
FILM, SOGNO, VIAGGIO. MORTE - per Benedetto artificiere e contadino
FILOLOGIA - per Preziosa casalinga
FILOSOFO COMUNISTA - per Otello idraulico comunista
FILOSOFO MARXISTA - per Rina casalinga
FINE DEL MONDO - per Lucrezio cacciatore e scrittore
FOTOGRAFIA - per Mariuccio alimentarista
FRANCA ANTROPOLOGA DELLE POSSEDUTE (Franca Romano)
FRANCIS BACON - per Anraoi scaricatore di porto
FULMINI E TUONI - per Clarissa suora
FUTURO - per Stefano tabaccaio
GABRIELLA A ORVIETO (Gabriella Musetti)
GABRIELLA MUSETTI SECONDO ALEXANDRA ZAMBA'
GESU' - per Alessandro macellaio
GESU' BAMBINO - per Simone compositore e direttore del supermarket 'No Spaccatelle'
GETSEMANI - per Pinco Panco falegname
GIOVANI INFELICI - per Zi Cicciu contadino
GIUSEPPE VACCA - per Giosuè allevatore
GOFFREDO FOFI - per Anacleto proiezionista
GRAMSCI - per Enzo artigiano pasticciere
GRAMSCI SCIENZIATO DEMOCRATICO
GRAMSCIANO TOGLIATTIANO - per Maria contadina e portiera
HAIKU - per Daniela segretaria
HAIKU PASQUALI - per Pamela cubista
IDEA - per Giuseppe che ha scritto un libro di filosofia ma non ha mai letto un libro di filosofia
I SOUSTA (La molla - danza cipriota) - per Eleutheria cantante
IL FILO E LE OMBRE - per Sotirios ballerino
INDIVIDUAZIONE E CRISI - per il postino col motorino
INNESTO - per Peppinuzzu ragazzino calabrese
INQUADRATURA - per zia Memè zitella
INTELLETTUALI - per Sabrina studentessa di sociologia
INTERPRETAZIONE - per Julia studentessa di lingue
INTERVALLO - per Geraldine studentessa
KEYNESISMO E LIBERISMO - per Daniela imprenditrice
KONSTANTINOS KAVAFIS - per Abdul-haq contadino
La religione spiegata ai bambini
LA TRAVERSATA - per Ernesto er Pommidoraro
LAUREATI e NON LAUREATI - per Gianluca impiegato quasi laureato
LA VITA NUOVA - per Antonio pescatore e contadino
LEONARDO SCIASCIA AUTORITRATTO
LIBRO - per Linardo servo della gleba
LINO ANGIULI poeta del vegetalesimo
LOUIS ALTHUSSER - per Giacomo garzone di negozio
MAESTRO e MASTRO - per Alypios contadino del Pìlion
MAFIA - per gli studenti palermitani
MARCO EVANGELISTA E L'ANGELO DEL SEPOLCRO SONO LA STESSA PERSONA
MARXISMO, SOCIOLOGIA, SCIENZA DELLA STORIA E DELLA POLITICA - per te
MARXISTA DIONISIACO - per Peppina casalinga
MARXISTA SOCIOLOGO - per nonna Anna possidente
MASSACRI - per Michele impiegato
MAURA GUERRERA - per Celestina infermiera
MENDICANTI DI PROFESSIONE - per Gianna casalinga
MIGUEL CERVANTES - per Sancho contadino
MILITANTE COMUNISTA - per Ortensia fruttivendola
MONTAGGIO, VARIAZIONE, INVENZIONE - per Renato guardiano di Cinecittà
MORALIZZAZIONE - per don Pino parroco
MORTE DEL CINEMA - per Pasquale maresciallo
MOVIMENTO CINQUE STELLE - per Luciano meccanico e fotografo
MUSEO - per Tonino guardiano di Museo
MUSICA E IMMAGINE - per Bruno trovarobe
NUMERI MAGICI - per don José contadino cileno
OMOSESSUALITA' e PEDOFILIA - per Mario costruttore
ORLANDO LENTINI - per Venaria portantina
PADRE - per Stefanuccio legnaiuolo
PADRE ESTEBAN GUMUCIO - per Sebastian studente
PADRE PEDRO CAMPOS - per Jorge contadino povero
PALMIRO TOGLIATTI - per Tito linotipista
PARADISO - per Giuliano elettricista e fotografo e scrittore
PARTITO POLITICO E CRISI DI CIVILTA' - Walter pasticciere
PARTITI POLITICI - per amici non laureati
PASOLINI - per Massimiliano impegato
PASSATO e PRESENTE - per Filippo sarto
PASSIONE DELLA SCRITTURA - per Federico bidello di scuola
PERSONAGGIO - per Angelino gastronomo
PERSONA PERSONAGGIO - per Totò factotum
PIERO SANSONETTI - per Fiorinda cuoca
PLATANO DI BYZITSA - per Dionysios edicolante
POESIA - per Sabrina gastronoma e segretaria
POESIA e TELEVISIONE - per Elena attrice temporanea
POESIE DEI RITAGLI DI TEMPO - per Virginia e Lorenzo studenti elementari
POETI DI PROFESSIONE - per Vincenzo norcino e poeta
PRATICA - per Giuseppe tabaccaio
PRECISIONE - per Sabrina parrucchiera
PRIMO MATTINO - per Giovanna stuccatrice
Πριν την αρχή – per Giuseppe incisore
PSICOANALISI - per Benedetta studentessa
QUADERNI DEL CARCERE - per Giuseppe pittore e aviatore
QUANDO LE DIFFICOLTA' NON ECCEDONO
QUESTIONE OMERICA - per i pazienti del Centro Diurno Boemondo di Roma
RAGAZZI CHE ADOTTANO - per Mico pasticciere
RAPPRESENTAZIONE FILOSOFICA DELLA REALTA' - per Josef factotum e pongista
RASSEGNAZIONE E CRISI - per Gianluca Lazzarini
RAZIONALITA' - per Tania cubista
REALISMO - per Stefano straccivendolo
REALISMO SOGGETTIVO - per Mario macchinista
REALTA' - per Riccardo ingegnere e psicologo (sì, un plurilaureato, faccio un'eccezione)
RECITAZIONE E CRISI - per Gianluca impiegato variamente arredato
REMBETIKO - per Costas marinaio
REMBETIKO 2 - per Efthimios elettricista e contadino
Rembetico 3 - per Vittorio impiegato vice-direttore
RESURREZIONE - per Elsa casalinga
RESURREZIONE CRISTIANA e OSPITALITA' GRECA
RICOSTRUZIONI: GESU' DI NAZARET
RIMA - per Eftimios che non ha avuto il tempo di laurearsi, essendo morto adolescente
RITRATTI IMPROVVISI - per Matteo pescatore prossimo futuro
ROBERTO FINELLI - per Antonia ricamatrice
SACRIFICIO - per Vittoria casalinga
SAGGEZZA - per i miei giovani amici non laureati
SALVATORE QUASIMODO - per Nardina spigolatrice
SANTARIELLI D'AMANTEA - per Gigino spazzino
SANTARIELLI D'AMANTEA (l'opera)
SARCASMO APPASSIONATO - per Luigi impiegato
SCIASCIA e PASOLINI - per Alessandro impiegato e calciatore
SCRITTORE e PERSONAGGIO - per Bianca studentessa
SCRITTURA - per Mario impiegato aspirante scrittore
SEGRETARIO DI FEDERAZIONE - per Luigi contadino e portiere
SEGRETARIO DI PARTITO - per Alessandro tabaccaio romanista
SEGRETARIO DI SEZIONE - per Pina casalinga
SEMAFORO METAFORICO - per Agata sarta
SEMINARIO - per gli studenti palermitani del Cannizaro
SENSUALITA' - per Elena fidanzata temporanea
SESSANTOTTO - per Paolo Rossi studente di architettura
SINDACO - per Girolamo fattore
SITO e ALBERO - per 'u pacciu i Sidernu'
Social and Human Sciences - per Carolina super-laureata
SOGNO - per Panco Pinco falegname
SOCIOLOGIA E MARXISMO - per Fausto fruttivendolo imprenditore
SOSPETTO - per Lorenzo pescivendolo
SOTIRIS ODYSSEOS - per Ulisse ebanista
SPETTATORE - per Walter poliziotto
Πριν την αρχή / Stand by (l'opera)
STATO - per Cristina studentessa
STRANIERO IN PATRIA - per Claudio meccanico
STUDENTI UNIVERSITARI - per Adalbert portiere e calciatore
STUDIARE - per Francesco ristoratore
SUPERBIA come virtù e come vizio
TA MAVRA MATIA' (Gli occhi neri) - per Ariadne donna delle pulizie
TAMBURELLO - per Tonino calzolaio
TELEVISIONE E FILOSOFIA - per Gandolfa vendemmiatrice
TEMPORALE - per Lucrezio cacciatore e scrittore
TESTAMENTO - per Er Gubbiotto muratore e contadino
TUTTO CON NIENTE - per Filomena contadina della Tuscia
ULTIMO SPETTATORE - per Juan webmanager
UMIT INATCI - per Ahmet contadino turco trascinato nella Cipro del Nord
UOMO INTONTITO - per Spartaco pittore
UNIONE EUROPEA - per Adalgisa studentessa
VALENTINO GERRATANA - per Umberto tipografo
VANAGLORIA - per Roberto montatore
VANGELO LAICO SECONDO FELICIANO - per Manolo pescivendolo
VERITA' - per Sofoclis imprenditore
VERITA' e POTERE - per Lorenzo laureando
VIDEOCAMERE DI SORVEGLIANZA - per Wilsson Patricio barman
VIDEODIARIO - per Adalgisa studentessa liceale
VIDEODIARIO DI UN RE PRIGIONIERO (l'opera)
VISSI D'ARTE - per Adalberto venditore ambulante
VITA BREVE - per Alfredino caduto in un pozzo
VITE BREVI - per Aylan annegato nel mare
YAHWEH (il Dio degli ebrei) - per Bruno gastronomo (2)
ZEIBEKIKO - per Carmelina lavandaia
ZINGARO - per Aspasia merlettaia
I committenti delle mie opere
Sofia, i giovani pellegrini, Nefeli, i giovani infelici, Lorenzo e Virginia, Eftimios, Luciano
I committenti delle mie opere sono tante e tanti. Tra costoro non ci sono però partiti politici, istituzioni bancarie, ambasciate e accademie, televisioni e università private, e simili.
Come per un medico i committenti sono i pazienti, per un autore come me sono i suoi primi lettori – coloro che desideravano proprio quell’opera, che anche grazie alla loro provocazione (pro-vocare vuol dire manifestare a favore della voce, chiamare fuori e avanti) ha visto la luce.
Questo è un video-libro. Un genere relativamente nuovo di libro che sto sperimentando da qualche tempo. Lo pubblico qui, in Rete. Dopo averlo visto-e-sentito, se ti ha arricchito intellettualmente e moralmente, fai una donazione. Georg Wilhelm Friedrich Hegel ha scritto della "fatica del concetto", io ti parlo del lavoro della critica e dell'auto-critica, e aggiungo che il pregiudizio della gratuità sta favorendo l'inondazione della Rete con opere inconsistenti.
Sofia
I giovani pellegrini
(Vangelo laico secondo Feliciano)
Lorenzo e Virginia
I giovani infelici
(Angelus Novus)
Nefeli e Sofia
Gli immigrati e gli emigrati
(Vissi d'Arte)
Eftimios
I Cupidi
(Prima di cominciare)
Pasolini
(Le ceneri di Pasolini)
I fotografi e i cineasti
(Il Secolo dell'Ebbrezza)
Alexandra
(La Traversata. Libro Primo e Libro Secondo)
Gli spettatori ideali
(Con questa mia vengo a dirti)
Io stesso
(VideoDiario di un Re prigioniero)
Kafka, Gramsci, Hitchcock, Pasolini
(Autoritratti vagabondi)
Luis
(Non ho parole)
Recensioni parentali e amicali
ovvero: quando i sentimenti non fanno velo agli argomenti
È legittimo recensire l'opera di un familiare o di un amico? “La domanda è mal posta” - direbbe Corrado Guzzanti: la domanda non deve riguardare il se bensì il come. Una recensione deve essere costruita non sui sentimenti, ma sugli argomenti. Facciamo qualche esempio concreto.
La poesia -senti, opera della donna della mia vita,
Alexandra Zambà:
https://www.youtube.com/watch?v=3h1w4aps7Jw&t=8s
Planare lo sguardo, libro di poesie di Alexandra Zambà:
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/index.php?storytopic=21&start=5
Poesie di Frontiera, altro libro di poesie di Alexandra Zambà:
https://www.youtube.com/watch?v=EGgvma3QTSE&t=83s
Le dieci strade dell’economia di solidarietà, libro dell’amico di una vita,
Luis Razeto:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=69
La Posibilidad y la Necesidad de la Economia Solidaria, saggio (ancora sull’economia di solidarietà) di un amico nord-americano e latinoamericano, Howard Richards:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=20
viacrucis terraterra, libro di prosa e poesia di un amico nuovo,
Lino Angiuli:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=85
Ovvero, ancora un libro (di poesia) di Lino Angiuli:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=46
La sinistra americana pensa il mondo, libro di storia dei saperi sociali di un vecchio amico,
Orlando Lentini:
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=1087
Cuba, dove vai?, libro panpepato di un amico del Novecento,
Aldo Garzia:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=71
Recensione di una collaborazione e di una prefazione di Corrado Vivanti:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=78
Diavoli del Meridione, recensione di una fucilata di mio padre Lucrezio ad un uomo della ‘ndrangheta:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=42
La recensione di una interpretazione cinematografica (e dell’insieme delle opere) di un amico multiforme,
Umit Inatci:
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=2800
Recensione dell’ultima interpretazione cinematografica di un altro amico multiforme,
Mimmo Pesce:
https://www.youtube.com/watch?v=AFG_PWn2hbM
Il realismo terminale, saggio di un amico poeta apparso in un luogo di perdizione (un festival di poesia),
Guido Oldani:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/57-fulmini-e-saette.html?start=59
Reciproche recensioni con un amico fotografo apparso in un social network (Facebook),
Alberto Terrile:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/164-caro-albrecht-caro-margite.html
Ed ecco la recensione dell’opera delle opere di Eftimios, la sua Vita Breve:
http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=1178
Pasolini e la Crisi
Antologia delle mie ricerche su Pasolini e la crisi della civiltà moderna
Angelus Novus è il mio primo film. Racconta le ultime settimane di vita e di lavoro di Pasolini, e la sua morte. E' incentrato sulla Crisi, il tema che lo ha ossessionato tra la fine degli anni Sessanta e la notte tra il 1 e il 2 novembre 1975.
1. FILM / Angelus Novus (Cannes, 1987)
Agli inizi degli anni Novanta ho fatto raccontare la sua vita intera a Pasolini stesso, componendo un suo autoritratto con materiali d'archivio, e brani delle sue opere di artista di tutte le arti.
2. DOCUMENTARIO / Le ceneri di Pasolini (Marsiglia, 1994)
Confrontiamo ora, in un brevissimo saggio, il pensiero di Pasolini sulla Crisi col pensiero del sociologo Zygmunt Bauman e quello dello scienziato della storia e della politica Antonio Gramsci.
3. SAGGIO / Pasolini, Gramsci, Bauman e la Crisi (Alias, 2015)
Veniamo ora ad un video che prosegue il confronto con Bauman e tratta del punto debole della visione di Pasolini sulla Crisi: la mancata individuazione del vivo (la civiltà creativa e solidale) che nasce dal morto (la vecchia civiltà moderna).
4. VIDEO / Pasolini, la crisi, La Vita Nuova (Festival di Cracovia, 2015)
Ancora un saggio brevissimo, che risponde alla domanda: cosa resterà dell'opera di Pasolini tra diecimila anni?
5. SAGGIO / L'essenziale in Pasolini (Alias, 2014)
Approfondiamo ora il rapporto intellettuale e morale tra Pasolini e i giovani con un saggio su commissione di Fabio Matteuzzi, direttore della rivista 'Fuorivista'.
6. SAGGIO / Pasolini e i giovani (Fuorivista, 2011)
Un video sul rapporto sessuale tra Pasolini e i giovani, ed esistenziale di Pasolini con la solitudine - in forma di doppio autoritratto (accanto a doppi autoritratti di Kafka, Gramsci, Hitchcock).
7. VIDEO / Autoritratti vagabondi (LocarnoVideo, 1995)
Il mio primo lavoro televisivo su Pasolini, in una trilogia comprensiva dell'analisi dei Rilievi del Duomo di Modena del Wiligelmo e La Morte della Vergine del Caravaggio.
8. PROGRAMMA TELEVISIVO / Accattone di Pasolini (Rai Tv, 1983)
Il progetto di un documentario in un certo senso speculare al documentario Le ceneri di Pasolini - qui Pasolini è raccontato non da se stesso ma dagli altri.
9. INTERVENTO / Pasolini secondo gli altri (Convegno bolognese su Pasolini, 1995)
Concludo questo libro antologico con il mio intervento alla Triennale di Milano del 2005, nel quale metto in relazione le mie scoperte relative a Pasolini, Gramsci, Gesù - tre dei miei tanti fratelli maggiori.
10. INTERVENTO / Pasolini, Gramsci, Gesù (Triennale di Milano, 2005)
Nella misura in cui questo eBook in chiaro ti ha convinto e commosso, illuminato sulla natura della crisi e mostrato la sua possibile soluzione, fai una donazione. Tieni conto del fatto che il pregiudizio della gratuità a tutti i costi sta favorendo l'inondazione della Rete con opere inconsistenti.
Almanacco della Crisi
Descrizione della fine del vecchio mondo e della nascita del mondo nuovo
Questo è un libro multimediale. Dopo averlo visto-e-letto, se ti ha arricchito intellettualmente e moralmente, fai una donazione. Hegel ha scritto della "fatica del concetto", io ti parlo del lavoro della scienza e dell'arte - e aggiungo che il pregiudizio della gratuità sta favorendo l'inondazione della Rete con opere inconsistenti.
Premessa. Da anni spiego la crisi che stiamo vivendo come 'crisi della civiltà moderna'. Pochi condividono questa analisi dello stato delle cose presenti. Lo storico Alessandro Barbero mostra in questo video (vedi per brevità i 19 minuti da 36' 45" a 55' 35" - il video intero dura più di due ore) che questa forma di cecità, questa volontà di non sapere, non è nuova nelle fasi storiche di crisi di civiltà, e per esempio era molto diffusa presso i romani nel quinto secolo - il secolo della 'crisi della civiltà romana'.
*
Questa crisi che stiamo vivendo è nata un secolo fa, in Europa. Tra i primi artisti che l'hanno individuata come crisi della civiltà moderna e inizio di un mondo nuovo, spicca Franz Kafka.
1 / POST - Kafka e la Crisi (ovvero "l'arte della complessità")
Kafka coglie gli esordi della crisi in Europa, Buster Keaton negli Stati Uniti. Facendo cinema, arte per i singoli e le moltitudini, Keaton si rende conto che la crisi riguarda me, te, noi.
2 / POST - Buster Keaton e la Crisi (ovvero "la maschera della crisi")
Gramsci è il primo a descrivere scientificamente la crisi come crisi della civiltà moderna ed a progettarne il suo superamento. I Quaderni hanno questo come tema fondamentale.
3 / POST - Gramsci e la Crisi (ovvero la "crisi organica")
Pasolini, in Italia, tra gli anni 60 e 70, descrive artisticamente la crisi come epoca della "scomparsa delle lucciole", come "fine del mondo". "Per ora", aggiunge negli Scritti corsari.
4 / POST - Pasolini e la Crisi (ovvero "la fine del mondo")
Bauman, il sociologo più letto degli ultimi decenni, descrive bene gli effetti della crisi ma teorizza la sua inesplicabilità teorica, e l'impossibilità del progetto di un suo superamento.
5 / POST - Bauman, Pasolini, Gramsci e la Crisi (ovvero Bauman sa il come ma non il perché)
La crisi della civiltà moderna dura da un secolo. I cineasti e fotografi del Novecento la rappresentano mostrando come essa, al pari di tutte le crisi di civiltà, è segnata dall'ebbrezza.
6 / DOCUMENTARIO - Il Novecento e la Crisi (ovvero 'Il Secolo dell'Ebbrezza')
Versante economico della crisi. Si discute oziosamente se per risolvere la crisi economica serve più keynesimo o più neoliberismo, ma entrambe le proposte sono da tempo inefficaci.
7 / NOTA - Keynesismo, Neoliberismo, Crisi (ovvero: necessità di una nuova economia)
Sono i partiti le organizzazioni in grado di guidare la risoluzione politica della crisi? La crisi attuale non è anche crisi della politica partitica? Chi è in condizione di rifondare la politica?
8 / INTRODUZIONE - Partiti politici e Crisi (ovvero: i partiti politici sono morti e non lo sanno)
La crisi dello Stato Nazionale fa parte della crisi organica della civiltà moderna, civiltà che, dal punto di vista politico generale, è la civiltà degli Stati Nazionali.
9 / RELAZIONE - Stato e Crisi (ovvero: lo Stato è nato nel Quattrocento e non funziona più)
Questa crisi che stiamo vivendo si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà. Questa costruzione è in corso. Come partecipare a questa impresa?
10 / EBOOK - Crisi della civiltà moderna e Nascita della civiltà creativa e solidale
Dalla critica del marxismo e della sociologia alla proposta di una scienza della storia e della politica. Teoria della crisi organica. Teoria della burocrazia moderna.
11 / EBOOK - La Traversata. Libro Primo.
Dalla critica dello Stato e dei partiti all'avviamento di una nuova e superiore civiltà. Origini e formazione del partiti e dello Stato. Verso un nuovo paradigma di politica post-partitica.
12 / EBOOK - La Traversata. Libro Secondo.
La costruzione di una nuova etica e una nuova religione nella nuova civiltà degli umani creativi e autonomi e solidali. Un romanzo realista e surrealista su Gesù di Nazaret qui ed ora.
13 / EBOOK - Vangelo laico secondo Feliciano.
Come vivono oggi gli umani il passaggio dalla crisi della civiltà moderna alla nuova civiltà creativa e solidale? Un film ripreso con le videocamere di sorveglianza di un negozio romano.
14 / FILM - Il Negozio (The Shop)
Gesù sconosciuto
Trenta anni di ricerche e di opere sulla figura e il progetto di Gesù di Nazaret
1998. SCENEGGIATURA. Getsemani (con Luis Razeto)
2005. INTERVENTO. Intervento alla Triennale di Milano. Gesù, Gramsci, Pasolini
2006. ARTICOLO. Famiglia - Ercole, Gilgamesh, Gesù di Nazaret
2006. ARTICOLO. Linguaggio - Karol Wojtila, Joseph Ratzinger, Gesù di Nazaret
2007. ARTICOLO. Figlio dell'Uomo - Joseph Ratzinger, Gesù di Nazaret
2007. ARTICOLO. Mauro Pesce, Corrado Augias, Gesù di Nazaret
2007. ARTICOLO. Fariseismo - Piergiorgio Odifreddi, Gesù di Nazaret
2008. ARTICOLO. Superbia - Gianfranco Ravasi e Gesù di Nazaret
2008. ARTICOLO. Vito Mancuso, Antonio Gramsci, Gesù di Nazaret
2009. PRESENTAZIONE. Presentazione del libro 'Il progetto di Gesù'
2009. ARTICOLO. Volgarizzazione - Corrado Augias e Gesù di Nazaret
2009. ARTICOLO. Sospetto . Vito mancuso, Friedrich Nietzsche, Gesù di Nazaret
2010. ARTICOLO. Fede - Noemi Paolini, Gianfranco Ravasi, Gesù di Nazaret
2011. ARTICOLO. Chiesa - Luca Brandolini di Montecompatri, Gesù di Nazaret
2011. ARTICOLO. Sacrificio - Roberto Rossellini, Joseph Ratzinger, Corrado Augias, Gesù di Nazaret
2012. VIDEO. Chi era Gesù di Nazaret?
2013. ROMANZO. Vangelo laico secondo Feliciano (con Luis Razeto)
2013. BRANO. La vita sessuale di Gesù - brano del 'Vangelo laico secondo Feliciano'
2013. CAPITOLO. Capitolo La Religione del 'Vangelo laico secondo Feliciano'
2013. VIDEO. Gesù è un personaggio
2013. VIDEO. Presentazione del Vangelo laico secondo Feliciano.
2013. DIALOGHI. Dialoghi con Giuliano Cabrini sul 'Vangelo laico secondo Feliciano'
2013. DIALOGHI. Dialogo con Alberto Pelis sul 'Vangelo laico secondo Feliciano'
2014. VIDEO. Abbado e Gesù - Claudio Abbado, Ludwig van Beethoven, Gesù di Nazaret
2018. VIDEO. Gesù di Nazaret, la disperazione dei discepoli alla sua morte, i greci, i farisei
Caro Albrecht... Caro Margite...
Libro email di Alberto Terrile (Albrecht) e Pasquale Misuraca (Margite)
Gramsci è sceso dalla libreria
Opera multimediale composta di quadri, articoli, video, soggetti televisivi, saggi, documentari.
Fulmini e Saette.
La crema della rubrica mensile che tengo su Alias - supplemento culturale de il manifesto.
Predilezioni.
Le opere dei fratelli maggiori.
Brevi cenni sull'Universo.
Antologia di passi più lunghi della gamba.